Vetro Murano Arte: un Maestro d’eccezione.

24 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

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di Carolina Trupiano e Tommaso Dylan Zuin

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Dicembre 2018. In una gelida giornata nebbiosa ci avventuriamo verso l’isola di Murano alla scoperta di una delle abilità artigiane più famose e autentiche d’Italia che contribuisce a rendere celebre il nome di Venezia nel mondo: l’arte vetraia.

L’attraversamento dell’isola per raggiungere l’atelier di Lorenzo Ferro ci fa immergere in un’atmosfera calma e autentica, un susseguirsi di abitazioni di pescatori, piccole imbarcazioni, vetrerie, l’antica Fonderia Valese, la magnifica Basilica dei Santi Maria e Donato.
Quello di Lorenzo è un piccolo laboratorio, con uno studio e uno spazio di lavoro, ideale per forgiare creazioni che non necessitano dell’ampiezza della fornace. La bottega, per la vendita e l’esposizione, si trova invece nel sestiere di San Polo, a Venezia.

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Il fascino del posto è amplificato dalla presenza di strumenti di lavoro, antichi testimoni della dedizione famigliare. Pinze e tubi di vetro coloratissimi, che Lorenzo ci spiega essere dei semilavorati – usati poi dalle aziende per le loro esigenze – che destano il nostro stupore poiché sembrano fasci di luce, essi stessi degni di essere considerati oggetti da esposizione.
Ma la vera arte del maestro risiede nei suoi celebri bassorilievi in vetro, realizzati grazie a matrici progettate e disegnate a mano dal padre che con questo prodotto artigiano ha saputo creare un vero e proprio brand nel mercato cittadino.
Nei bassorilievi sono raffigurate vedute frontali di palazzi che nella loro stilizzazione riprendono le forme classiche ed esuberanti del gotico veneziano e che brillano grazie all’uso della foglia d’oro, applicata sulla matrice dopo la colata di vetro sulla matrice. Le rifiniture colorate in blu cobalto e rosso porpora creano la bidimensionalità nella raffigurazione, spesso di soggetto sacro richiamando l’arte bizantina: dall’effige dell’icona della Madonna della Salute, venerata nei secoli e tuttora amata protettrice della popolazione, alla Nicopeia della Basilica di San Marco.
Oggetti che risplendono nelle case veneziane: Lorenzo ci spiega che il fruitore dei bassorilievi non è il turista per caso, ma il veneziano autoctono che vuole ricordare le sue origini, festeggiare un avvenimento, decorare la casa con un oggetto che solo la sua città può creare e solo in essa è comprensibile.
Lorenzo ci mostra alcuni meravigliosi bassorilievi che simboleggiano l’armonia amorosa attraverso una coppia di pavoni o di leoni intrecciati in un abbraccio; sono icone tratte dai bassorilievi marmorei dalla basilica di Santa Maria Assunta di Torcello e diventano un regalo perfetto per la celebrazione di un’unione.

Piccoli oggetti di vetro popolano gli scaffali del laboratorio. Hanno le forme più svariate e divertenti; gufi dai contorni dorati, piccoli cactus, frutti, fichi viola e verdi, talmente ben rifiniti da sembrare veri, ciliegie, castagne, melograni.
Una scelta raffinatissima per imbandire una tavola a festa, così come cuori e sfere di diverse sfumature, impalpabili per leggerezza, per creare un albero di Natale di eccezionale eleganza.
E’ la raffinatezza dei pezzi e l’accurata esecuzione che richiama la clientela elitaria: un legame che naturalmente si crea quando è la qualità a dominare.
La speranza è che una bottega artigiana come questa possa continuare a vivere e prosperare nel futuro pur considerando la concorrenza spietata di piccole produzioni non autoctone e di qualità inferiore.
La carenza di giovani che approccino al mestiere – ce ne parla tristemente Lorenzo – è preoccupante. I ragazzi spesso sono alla ricerca di un lavoro che dia appagamento a breve termine.

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Questo è invece un mestiere dai tempi lunghi, i cui risultati si vedono negli anni, nella coltivazione della passione e nei frutti del commercio; è un’abilità che richiede una formazione costante, grande concentrazione, precisione e tanto amore. L’arte del vetro di Murano non morirà finché queste caratteristiche saranno proprie di ognuno di noi.

Da quest’esperienza ci rimarrà il ricordo dell’autenticità e della grazia che solo una mano abile ed esperta – dotata della perizia dell’artigiano e dell’occhio dell’artista, e soprattutto nata e istruita dalla tradizione famigliare – può donare ad opere manifatturiere che brillano di luce, risplendono nei giochi di trasparenza, recano gloria al nome della nostra città.

Il progetto “Giovani Talenti” è promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


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