Saverio Pastor, un tuffo nella tradizione artigiana

13 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

Due studenti universitari vengono a contatto con il mondo artigiano e raccontano la loro esperienza
di Beatrice Testolina e Federico Niero

Le onde salate che si infrangono contro le fondamenta Soranzo, il rumore di un raschietto, l’odore del legno. Le nostre scarpe da ginnastica lasciano per un giorno gli spazi universitari per calpestare trucioli e segatura, per impolverarsi di storia e tradizione. Siamo nella bottega di Saverio Pastor, padre, veneziano, artigiano, remèr. Osserviamo attentamente ciò che ci circonda.
I nostri occhi si posano su raschietti, morse, pialle, ma soprattutto decine e decine di remi e fórcole.
Saverio è concentrato nel modellare un quarto di legno con l’esperienza e la tenacia di un vero maestro. Nessuna imperfezione gli sfugge al tatto, nessun rumore disturba il suo lavorìo.
Egli, insieme al collega e amico Pietro Meneghini, elabora il legno senza sosta.

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Saverio Pastor, da garzone a professionista

Saverio Pastor nacque a Venezia nel 1958 e da sempre ha respirato l’aria della laguna. Figlio di architetti e nipote di un nonno con la passione per la fotografia, Saverio venne presto a contatto con il mondo dell’artigianato di cui si appassionò all’istante. Durante la scuola elementare la madre lo portava spesso nella bottega di Giuseppe Carli per vedere come lavorava. Quest’ultimo era il maestro remèr più importante di Venezia, re delle fórcole ed esperto artigiano: è da lui che Saverio apprese l’arte del mestiere.
Tuttavia, il suo percorso non fu interamente in discesa. Come i tronchi sono soliti avere cipollature e spaccature, il percorso di Saverio ebbe le sue difficoltà ed i suoi imprevisti. Egli dovette dimostrare risolutezza e determinazione durante l’apprendistato: solo dopo aver svolto le mansioni più modeste, il maestro Carli lo guidò verso l’arte dell’artigianato portandolo ad essere molto più di un garzone.
Oggi “Le fórcole” è la bottega di fórcole e remi più grande di Venezia con il team più numeroso. Saverio è il remèr più anziano della città, mentre il suo socio Pietro Meneghini è il più giovane. Insieme formano un’accoppiata vincente che continua la tradizione centenaria affascinando turisti da tutto il mondo.

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Cos’è una fórcola?
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La fórcola è l’appoggio, tipico delle imbarcazioni veneziane, sul quale si fa perno con il remo. Ne esistono di varie tipologie, ma il modello più richiesto nella bottega di Saverio è quello da poppa per gondola.
Caratteristiche:
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La lavorazione di questo sostegno può variare dalle 5 alle 50 ore a seconda del tipo e dalle caratteristiche. Le fórcole intagliate sono quelle che richiedono più cura e dedizione.
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Le fórcole sono molto resistenti e non hanno bisogno di particolare manutenzione: esse hanno lunga vita e, se tenute con cura, possono sopravvivere al loro vogatore.
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Il prezzo di una fórcola parte da una soglia di 150 euro, ma può arrivare fino a 1500 euro.
Questo dipende dal tipo di lavorazione e dalle esigenze del cliente.
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Il materiale principalmente utilizzato è il legno di noce (proveniente dalla Macedonia), poiché è funzionale e leggero. Oltre al noce, vengono utilizzati il legno di ciliegio e di pero.
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Le fórcole vengono vendute in Europa dove sono presenti qualche centinaio di appassionati di voga, ma anche in America dove sono presenti più di 150 gondolieri professionisti.
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Le fórcole sono anche oggetti d’arte e perciò sono vendute in tutto il mondo per la loro bellezza. Esse hanno un grande valore artistico e per questo sono esposte in diversi musei.


Come avviene la lavorazione?

Inizialmente il tronco viene tagliato in quarti e scortecciato. Successivamente viene fatto stagionare per 2 anni durante i quali viene tenuto da persone di fiducia di Saverio. Passato il tempo dovuto, il legno è pronto per essere lavorato. Al momento dell’ordine viene scelto il pezzo che per misure e caratteristiche meglio si adatta al cliente e si iniziano ad effettuare i primi tagli: i tagli principali vengono effettuati con la sega a nastro, mentre quelli più delicati con la sega a telaio. Là dove non si riesce a tagliare con la sega a nastro, viene utilizzata l’ascia. Per scolpire le curve e dare forma alla fórcola, il legno viene posizionato in una morsa e lavorato con diversi ferri a due manici. La fórcola viene poi lisciata con il raschietto e con la carta da vetro ed infine protetta da olio. Quando l’olio si è assorbito il supporto viene firmato e numerato.
Il momento più appassionante per Saverio è la scelta del quarto: osservare il legno e capire che forma può esserne ricavata è come una sfida per il maestro remèr.

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“El Felze”, un’associazione tutta d’un pezzo

Saverio Pastor non è solo un remèr, ma è anche il fondatore dell’associazione “El Felze”.
Il felze nella gondola veneziana è la copertura al centro dell’imbarcazione che serve da riparo ai passeggeri durante i giorni piovosi o uggiosi. L’associazione “El Felze” immaginata e istituita da Saverio ha uno scopo simile: salvaguardare coloro che contribuiscono alla costruzione della gondola.
Più precisamente essa si occupa di “promuovere i mestieri che continuano le tradizioni costruttive e creative che si sono sviluppate nei secoli intorno alla gondola e di trasmettere le tecniche di costruzione alle nuove generazioni”. Questa scelta ha rappresentato una sfida ambiziosa per Saverio che già dagli anni ’90 si era accorto che era necessario tutelare gli artigiani e promuovere un rapporto di collaborazione con tutti quelli facenti parte del sistema gondola.
“El Felze” conta più di 20 membri tra squerarióli (carpentieri), fondidóri (fonditori), intagiadóri (intagliatori), tapessièri (tapezzieri), caleghèri (calzolai), remèri (remieri), fravi (fabbri), indoradòri (indoratori), baretèri (coloro che cuciono i cappelli) e sartóri (sarti) di tutta Venezia. Essi formano un gruppo affiatato che è coinvolto in diverse iniziative come incontri, laboratori, itinerari educativi e mostre.
Inoltre, l’associazione porta avanti progetti notevoli tra i quali il riconoscimento della tradizione della gondola come patrimonio dell’Unesco e la promozione di un marchio DOP a tutela dei singoli prodotti artigianali veneziani.

Saverio, Venezia ed i veneziani

Venezia si sta spopolando e la decrescita degli abitanti in centro storico è sempre più preoccupante. Hotel e Bed & Breakfast fanno capolino in ogni calle e campiello della città: il turismo di massa sembra inattaccabile e irrefrenabile. Tra i veneziani allarmati dalla situazione c’è anche Saverio; infatti, Venezia si spopola ed anche la sua bottega ne risente. Molti dei suoi clienti vogatori sono veneziani e se essi emigrano, il suo business viene limitato. Il famoso remèr sottolinea che si sarebbero dovuti prendere provvedimenti già 30 anni fa, ma auspica comunque che in un vicino futuro si possa controllare il flusso, accogliendo un massimo di 50.000 persone al giorno. Recentemente il sindaco Brugnaro si è battuto per introdurre un ‘contributo di sbarco’, una tassa per turisti che dovrebbe tamponare il problema: il provvedimento non è stato ancora messo in atto, ma i veneziani come Saverio attendono fiduciosi.

Paolo Brandolisio, Franco Furlanetto e Piero Dri

A Venezia, oltre a quella di Saverio, sono presenti 4 botteghe di fórcole e remi: “Successori Carli” di Paolo Brandolisio, “Franco Furlanetto” di Franco Furlanetto ed “Il Forcolaio Matto” di Piero Dri. Saverio ci riferisce che c’è una sana concorrenza tra i remèri e che sono tutti onesti colleghi con cui si tiene in contatto. I loro prodotti, all’apparenza molto simili, non sono mai uguali. Dietro ogni fórcola non ci sono solo ore di duro lavoro, ma c’è anche un tocco personale dell’artigiano che riesce a rendere unica ogni sua opera. Quindi si può dire che i remèri non sono artigiani, ma artigiani-artisti: modellano il legno grezzo e gli danno vita incidendo su di esso la loro firma. Forse è per questo che le gondole veneziane scivolano così veloci e allegre lungo i canali…

SERVIZIO FOTOGRAFICO DI FRANCESCO MARZARO

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