PMIA – Patto Metropolitano per l’Inclusione Attiva: Com’è andata?

11 settembre 2017 Sumo Blog, Fragilità, lavoro, News, Politiche Attive, Senza categoria

PMIA è un acronimo che sta per Patto Metropolitano per l’Inclusione Attiva e questo è il nome di uno dei progetti che la Cooperativa Sumo ha portato a termine nel corso dell’ultimo anno.

Con Co.Ge.S. Cooperativa Sociale Don Lorenzo Milani come capofila ed in collaborazione con più di 60 partner tra Comuni, ULSS territoriali, cooperative ed aziende, il progetto PMIA ha saputo catturare i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo per stimolare l’inclusione attiva di persone attualmente disoccupate, promuovendone l’inserimento nel mondo del lavoro, così come previsto da DGR n. 316/2016.

Il progetto si è rivolto a soggetti svantaggiati, disabili psichici e fisici e over 50, a rischio povertà ed esclusione. A queste persone sono state proposte diverse attività, personalizzate a seconda dei bisogno di ognuno, tutte accomunate da un obbiettivo finale; la (ri)qualificazione professionale e lo stimolo dell’occupabilità.

Il progetto nel suo complesso ha coinvolto circa 160 persone provenienti da tutti i territori dei Comuni coinvolti in attività di orientamento, individuale e di gruppo, di ricerca attiva del lavoro e di inserimento in tirocinio.

Noi della Cooperativa Sumo abbiamo avuto l’opportunità di seguire e conoscere 11 persone.
Sulla base delle loro esperienze passate e di vita, abbiamo cercato una realtà che potesse rivelarsi un contesto  adatto a ciascuno per rimettersi in gioco.
Grazie alle numerose aziende che hanno accettato di diventare nostri partner, siamo riusciti ad attivare per ciascuna persona un periodo di 3 mesi di tirocinio, che potesse essere l’occasione sia di riattivarsi professionalmente sia di trovare una nuova occupazione.

Oggi 6 di loro a conclusione del periodo di tirocinio hanno trovato lavoro.
Con i restanti 5 invece si continua a perseguire l’obbiettivo attraverso attività individuali di ricerca attiva per trovare la propria collocazione nel mondo del lavoro.
Il progetto si sta quindi chiudendo con un bilancio positivo che da un lato indica come le politiche attive siano un valido metodo per la promozione dell’occupabilità e dell’inserimento lavorativo e dall’altro lato ci spinge a progettare interventi analoghi nel prossimo futuro.

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