Pavimenti alla veneziana: un’arte non ancora perduta

6 marzo 2019 Sumo Blog, Giovani, Senza categoria

Di Giulia Emma Pandiani e Elena Bonaventura

Un’opportunità non comune, quella di partecipare al progetto “Giovani Talenti: dalla tradizione all’innovazione” ha permesso di conoscerci, entrambe studentesse di Conservazione e Gestione dei Beni Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, e di entrare per la prima volta nel mondo del giornalismo digitale. Grazie a questa breve ma importante esperienza abbiamo avuto modo di esplorare un’arte globalmente poco conosciuta, ma di grande rilievo in un contesto locale come quello della città in cui viviamo. Se pur di un’attività concretamente molto impegnativa si tratti, non possiamo non riferirci ad essa come a una vera e propria forma artistica, quella dei pavimenti alla veneziana, nata secoli or sono e perpetuata a partire dal 1973 da Patrizio Attilio, fondatore dell’omonima azienda a conduzione familiare. In uno scenario come quello odierno in cui persino una città come Venezia, di una rara e fragile bellezza, risulta vittima di fenomeni quali la globalizzazione (principale nemico delle attività peculiari di un territorio) e del turismo di massa incontrollato, è stata una piacevole scoperta constatare che aziende come quella dei fratelli Roberto e Alessandro Patrizio ancora perpetuano una tradizione di antiche origini attraverso tecniche uniche e materie prime di qualità.

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ORIGINI
Il pavimento alla veneziana (detto anche “terrazzo”) è un tipo di pavimentazione caratteristica dell’area veneziana e triveneta. Conosciuta già ai tempi dell’antica Grecia e successivamente in epoca romana, è solo nella Venezia del Settecento dei dogi, e in particolare nel Rinascimento, che questa tecnica trova maggior diffusione. Fino a cinquant’anni fa ogni stanza era caratterizzata da un pavimento diverso, oggi invece si tendono ad uniformare le stanze della zona giorno e quelle della zona notte. Ogni pavimento è realizzato in loco, dove gli artigiani portano tutte le attrezzature necessarie.

MATERIALI
Una delle prime problematiche in cui si incorre è la reperibilità dei materiali con i quali vengono realizzati i pavimenti alla veneziana. Essi infatti sono difficili da trovare in loco e per questo gli artigiani si recano a Verona, una zona ricca di cave, per procurarsi l’occorrente. I materiali acquistati vengono poi macinati e successivamente divisi in sacchi in base alla loro granulometria.
Un’altra difficoltà legata ai materiali e alla realtà cui quotidianamente gli artigiani devono far fronte è lo spazio necessario al deposito delle merci. Come è facilmente intuibile, in una realtà come Venezia sarebbe impensabile concepire grandi magazzini dove poter depositare le merci e così si utilizzano spazi più ridotti in cui l’organizzazione e la cooperazione sono essenziali. Una caratteristica del lavoro di questi artigiani è il riuso dei materiali: tutto ciò che è scarto di cantiere viene infatti riciclato, dalle malte alle pietre alla calce. Ad esempio, laddove presente, viene demolito il sottofondo del pavimento precedente, setacciato e impastato nuovamente per crearne uno nuovo.

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ATTREZZATURE
Diverse sono le attrezzature utilizzate per la realizzazione di queste opere d’arte uniche nel loro genere. Può capitare che il materiale non arrivi in azienda già macinato o che occorra un’ulteriore raffinazione. Di questo si occupa il frantoio, il macchinario che serve per frantumare e macinare i materiali che vengono successivamente vagliati con appositi setacci di diverse trame. Vengono inoltre utilizzate attrezzature di uso più comune, ma non meno importante, quali scope, aspirapolvere, rulli, spazzoloni e ginocchiere, utili all’artigiano quando spazzola direttamente a contatto con la superficie. Un altro attrezzo di primaria importanza è il montacarichi, che può essere di varie tipologie, più o meno pesante e con più o meno capacità di carico. Il più utilizzato pesa cinquanta chili e può sollevare fino a duecento chili.

TECNICHE
La tecnica di realizzazione dei pavimenti alla veneziana è assai complessa e prevede diverse fasi di lavoro. Attraverso un’analisi stratigrafica del pavimento stesso, è possibile individuare i diversi materiali e le tecniche utilizzate dagli artigiani per la sua realizzazione. Dapprima viene realizzato un sottofondo formato da un impasto di tegole, mattoni e vecchi pavimenti macinati di circa quattro centimetri costituito da grosse granulometrie sul quale viene stesa la cosiddetta “stabilitura” , un impasto grigio dallo spessore di un centimetro. Successivamente vengono seminati tutti i granulati di marmo. Tramite dei rulli, nel settore chiamati “colonne”, viene pressato il marmo precedentemente inumidito. Ciò che risulta al termine di questi passaggi è una sorta di calcestruzzo che successivamente verrà levigato e lucidato. Le tempistiche di realizzazione del pavimento sono piuttosto brevi: esso viene infatti realizzato in un giorno (un solo artigiano realizza all’incirca dieci metri quadrati al giorno). Ciò che però è di fondamentale importanza è il tempo necessario all’asciugatura e alla successiva levigatura: il sottofondo necessita di quattro o cinque giorni per una completa asciugatura, dopo di che viene posato e levigato il pavimento che riposerà per circa un mese sotto a un telo di nylon, per impedire che l’impasto superficiale si asciughi troppo velocemente e di conseguenza perda forza, ovvero resistenza ( in caso contrario potrebbe fessurarsi e staccarsi).
Non è possibile la realizzazione di pavimenti identici l’uno all’altro, ognuno è un’opera d’arte unica. La particolarità di un pavimento alla veneziana però è la possibilità di essere personalizzato dal committente a proprio piacimento, a seconda della percentuale dei colori e delle misure di pezzatura desiderati, scegliendo tra le varie campionature presenti in azienda.

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IL RESTAURO DELLA PAVIMENTAZIONE DELLA CHIESA DI SAN BENETO A VENEZIA
La chiesa di San Beneto (Benedetto) è un edificio religioso situato nella città di Venezia, nel sestiere di San Marco. Secondo la tradizione il primo edificio, dedicato a San Benedetto Abate, fu eretto nell’XI secolo, successivamente demolito e riedificato nel 1620. Dopo quarant’anni di chiusura, l’edificio ha riaperto al pubblico in seguito a un importante restauro, realizzato da cinque aziende artigiane locali, che hanno collaborato mettendo a disposizione il proprio sapere. Ciò di cui l’azienda Patrizio Attilio s.n.c. di Patrizio Roberto e Patrizio Alessandro si è occupata è stato il restauro di un antico pavimento alla veneziana già esistente all’interno dell’edificio. Trattandosi di una pavimentazione antica (di circa duecento metri quadrati) rimasta al chiuso per anni, gli artigiani per prima cosa si sono occupati della pulizia della stessa: inizialmente hanno scopato per rimuovere i detriti dati dallo sbriciolamento del marmo; tramite l’aspirapolvere è stata poi aspirata la maggior quantità di polvere possibile, per poi poter ripetutamente lavare la superficie con uno spazzolone e un detergente non aggressivo. Infine per mezzo di una macchina aspiratrice è stato rimossa l’acqua in eccesso e il pavimento è stato incerato con un prodotto liquido.

L’ARTIGIANATO : UNA REALTA’ DA SALVAGUARDARE E INCORAGGIARE
Con questo articolo vogliamo sottolineare quanto le imprese artigianali siano importanti per Venezia, una città sempre più dedita al turismo.
L’artigianato veneziano ha origini antichissime e lo sviluppo di nuove realtà commerciali ha oscurato queste attività che meritano di essere salvaguardate e incoraggiate.
Alcune figure professionali (https://venicewiki.org/wiki/Arti_e_mestieri) che per secoli hanno dato vita a Venezia stanno via via scomparendo per cedere il posto alle grandi industrie che lavorano a ritmi più veloci minimizzando i costi del lavoro.
Tuttavia, c’è chi con audacia va controcorrente e continua a portare avanti la tradizione dell’artigianato veneziano, utilizzando materie prime pregiate e tecniche uniche.

Il progetto “Giovani Talenti” è promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


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