Pasquale Ferrari, l’arte dell’organaro tra musica e storia

7 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

di Samuele Besazza e Federico Favaro

Pasquale Ferrari, l’arte dell’organaro tra musica e storia.


Era la tipica sera di dicembre, Venezia era ricoperta di nebbia e soffiava un vento gelido. Scendiamo dal vaporetto, proseguiamo nella buia calle degli Albanesi e ci troviamo in un campo illuminato e vivace. Lì aspettiamo l’organaro. 
Avevamo preparato qualche domanda per intervistarlo, ma il suo mestiere era per noi un mondo sconosciuto e misterioso ancora da esplorare. Arriva un uomo, ci sorride, sarà lui? Ci porge la mano per presentarsi, Pasquale Ferrari, organaro. Lo seguiamo fino al suo laboratorio, davanti all’ingresso si inizia già a respirare aria di storia. Ci racconta di come la tipografia di famiglia sia diventata la base in cui realizzare il proprio sogno, dove prima venivano stampati libri e giornali ora vengono creati e restaurati organi.
Entriamo, ora possiamo conoscere Pasquale ed il suo mestiere. 
A differenza di molti artigiani Pasquale e suo fratello non seguono la tradizione familiare, sono appassionati di musica ed in particolare di uno strumento, l’organo. Mentre il secondo segue un percorso portando avanti il suo amore per la musica, Pasquale, dopo gli studi di ingegneria, decide di dedicarsi completamente alla sua passione. Prima, nel tempo libero, visitava le botteghe degli organari e progressivamente entrava in questo nuovo mondo. Presa la decisione di seguire il suo sogno, decide di trasferirsi in Austria dal maestro Radetsky, dove imparerà l’arte dell’organaro. Tornato a Venezia, apre la sua bottega e inizia a lavorare nel restauro e nella creazione di organi.

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Il mestiere dell’organaro rimane un’attività artigianale che riesce a sopravvivere nel tempo, nonostante l’avvento dell’industria e della produzione in serie. Il contesto di Venezia, che nei secoli diventa un fiorente centro di commercio, è l’ambiente ideale per lo sviluppo di laboratori artigianali grazie alla grande quantità e qualità di merci che vi affluivano e che partivano. Negli ultimi decenni però c’è stata un’inversione di tendenza, l’economia della città si è spostata nel settore turistico con il conseguente trasferimento delle attività produttive in terraferma. Il reperimento dei materiali quindi da parte delle botteghe lagunari diventa sempre più difficile, fenomeno che costringe molti artigiani a chiudere o a spostare il proprio laboratorio.
In questo campo servono competenze specialistiche che vanno dalla musica alla matematica; ogni strumento è unico e l’artigiano deve riuscire a comprendere il contesto in cui deve suonare, le sue finalità (vagliate con il parroco ed il musicista della chiesa) e la sua storia (il restauro infatti deve tener conto delle tecniche e dei materiali del periodo in cui l’organo è stato prodotto).

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Ogni Periodo storico, per Pasquale, è caratterizzato da uno strumento musicale l’organo è uno strumento legato al passato, data la pochissima quantità di nuovi organi realizzati a confronto dei molti più numerosi restauri.
La speranza è che, grazie anche alle nuove tecnologie, l’organo riesca a diventare uno strumento del presente, pur mantenendo sempre le sue origini centenarie.
Il lavoro compiuto dall’organaro non si tratta quindi della sola realizzazione di nuovi organi, ma molto spesso del restauro di organi antichi, si tratta quindi di un’attività ad alta specializzazione che richiede conoscenze specifiche e abilità che investono su molti settori.
Ogni strumento rappresenta un caso unico, che deve essere studiato nelle sue caratteristiche tecniche e foniche. Le parti dello strumento, anche se molto danneggiate dai tarli, dall’usura o dalla corrosione, devono essere perfettamente restaurate e rese funzionanti, conservandone l’originalità.
Per poter essere restaurate in modo accurato, le varie parti devono essere smontate. Durante questo processo bisogna mettere molta attenzione nel documentare ogni possibile dettaglio in modo da poter riprodurre le tecniche di lavorazione originali più fedelmente possibili in fase di rimontaggio.
Il ripristino di un organo si divide in due lavori: il restauro ligneo, che consiste nel restaurare tutte le parti in legno dello strumento, e il restauro delle canne, che consiste nella riparazione o sostituzione delle canne.
Il ripristino delle sonorità degli organi antichi spesso impone la ricostruzione di intere parti di canne eliminate o deteriorate in epoche passate. La ricostruzione viene fatta in copia, secondo le metodologie originali.

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Un aspetto determinante per la buona riuscita di un intervento restauratore riguarda il ripristino della sonorità prima dell’operato.
Per i giovani interessati a diventare organari è stata istituita a Crema una scuola dove gli apprendisti possono conoscere il mestiere sia nel campo teorico che in quello pratico. Gli istituti di questo tipo, creati sul modello tedesco, contribuiscono alla sopravvivenza di tradizioni secolari e di lavori fondamentali per la conservazione del nostro patrimonio storico e culturale.
Esistono anche difficoltà per questi artigiani, quali la discontinuità del lavoro a causa della variazione della domanda che rende difficoltoso assumere chi è interessato ad intraprendere questa carriera ed a collaborare, oppure l’eccessiva regolamentazione che impedisce la flessibilità che tale professione richiede.
D’altro canto sono molti i ragazzi che di fronte agli impedimenti ed alle complicazioni si scoraggiano ed abbandonano il percorso. 
E tuttavia esiste chi, come Pasquale, grazie a passione e creatività trova ha il coraggio di seguire i propri sogni, di non fermarsi di fronte alle avversità e di iniziare ogni nuovo giorno con allegria e gioia. La forza di Pasquale deriva dalla consapevolezza che uscendo di casa ogni giorno si recherà a svolgere un lavoro che gli presenta ogni giorno nuove sfide da affrontare con energia ed intelligenza.

L’organaro si configura quindi come un mestiere di nicchia dove l’artigiano è un uomo a tutto tondo che unisce la manualità alle conoscenze storiche, musicali e matematiche, oltre alla necessità di sapersi relazionare con i clienti comprendendo le loro esigenze e i loro desideri. Pasquale Ferrari rappresenta, grazia alla sua personalità vivace, insieme a modestia, onestà, professionalità e passione, la migliore pubblicità per il mestiere dell’organaro.

Il progetto “Giovani Talenti” è promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


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