Marchio di qualità europeo dei servizi educativi per la prima infanzia

27 febbraio 2018 Sumo Senza categoria, Start-up & Innovazione Sociale

Dall’ottobre del 2017 sette istituzioni della Germania, dell’Italia, della Slovenia, dell’Ungheria e dell’Austria stanno lavorando alla creazione di un marchio di qualità europeo per i servizi per la prima infanzia. Questo marchio per le scuole materne e gli asili nido mirerà soprattutto a certificare la qualità dei servizi educativi e di assistenza per la prima infanzia e a contribuire alla garanzia di qualità. Inoltre, esso rappresenterà uno sviluppo essenziale nel lavoro nell’ambito dell’educazione e dell’assistenza di qualità nell’istruzione prescolastica.


Se in altri ambiti vi sono già delle misure di garanzia della qualità e certificazioni, nell’ambito dell’educazione e dell’assistenza per la prima infanzia questi mancano ancora. Eppure è proprio l’istruzione prescolastica ad essere decisiva nello sviluppo dei bambini ed è quindi importante garantire un’alta qualità dei servizi educativi già a partire dai primi anni. Dato che la qualità in ambito pedagogico è percepita di volta in volta in modo diverso e secondo criteri sempre diversi, la priorità del nostro progetto è accertare quali siano i criteri decisivi per i pedagogisti, gli educatori, i genitori e gli istituti responsabili. Un’inchiesta basata su un ampio questionario inviato ai gruppi già menzionati in tutti i paesi partner ci permette di raccogliere diverse opinioni e di stabilire dei criteri che possano variare a seconda del paese o della regione. Queste informazioni verranno poi prese in considerazione per la creazione del marchio di qualità e fungeranno da base per la creazione di un manuale che terrà conto delle peculiarità specifiche dei paesi partner. Il manuale presenta un modello per verificare i criteri ed effettuare un’analisi di qualità precisa dei servizi educativi per la prima infanzia. Inoltre, esso mira a fissare non solo delle norme di qualità, ma anche i punti di forza e di debolezza di un istituto, per dare poi in una seconda fase dei consigli ai pedagogisti.
Noi, in quanto collaboratori del progetto, siamo convinti che questo rappresenti un passo importante verso un’educazione di qualità nella prima infanzia. Lo scopo è quello di consentire l’accesso a un marchio di qualità comune a tutti i paesi UE e far sì che la qualità dei servizi educativi migliori in tutta l’UE e che venga mantenuto un alto livello.

Breve sintesi
•    aprile – maggio 2018: compilazione del questionario in tutti i paesi partner
•    autunno 2018: inchiesta sulla base del questionario ed elaborazione dei criteri per il marchio di qualità – creazione di un catalogo di criteri per la qualità dei servizi educativi e dell’assistenza per la prima infanzia.
•    A partire da marzo 2018 verrà elaborato un manuale per il marchio di qualità che specificherà i passaggi necessari per il processo di certificazione, linee guida e consigli per i pedagogisti. Il manuale è il risultato ultimo del progetto e contiene tutte le informazioni rilevanti sulla successiva applicazione del marchio di qualità in tutti i paesi partner.
•    A partire dall’estate 2018 verrà elaborato un documento di strategia politica che conterrà consigli politici concreti per garantire e migliorare la qualità dei servizi educativi nel futuro e che mira a integrare il marchio di qualità nelle strutture di governance esistenti.
•    A giugno 2019 verrà tenuto un corso di educazione degli auditor per il marchio di qualità in cui 12 auditor provenienti da 5 paesi partner verranno formati per il rilascio dei certificati.
•    Nell’estate/autunno 2019 è in programma una conferenza conclusiva in cui verrà fatto un bilancio della situazione e verrà discusso il marchio di qualità insieme a stakeholder e importanti personalità politiche.

*Questo progetto è stato finanziato con il sostegno della Commissione europea. Il contenuto della presente pagina è di esclusiva responsabilità dell’autore; la Commissione non è responsabile per l’ulteriore uso delle informazioni ivi contenute.”

“The European Commission support for the production of this publication does not constitute an endorsement of the contents which reflects the views only of the authors, and the Commission cannot be held responsible for any use which may be made of the information contained therein.”

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