L’arte della maschera veneziana

11 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

di Rachele Maggiò e Matteo Arzenton

Grazie al progetto Giovani Talenti noi, Matteo e Rachele, ci siamo trovati ad intervistare il direttore dell’atelier di maschere veneziane più antico di Venezia, Ca’ Macana.


Le maschere artigianali sono un simbolo veneziano che rischia di andare perso; sempre meno utilizzate, la loro lavorazione richiede molto tempo e abilità manuali e artistiche. Se ciò dovesse succedere sarebbe un vero peccato, perché questa è un’arte meravigliosa.
È questa la sensazione che abbiamo provato entrando nella bottega di Ca’ Macana; ci siamo ritrovati immersi in un mondo d’arte incredibile, con maschere dei più svariati tipi, dalla più classica alla più ricercata.

Il Direttore è Carlos Brassesco, un uomo con una storia a tratti surreale che ha cominciato a costruire maschere con materiali di recupero quando frequentava l’accademia di belle arti e che arrivò poi ad aprire la sua prima bottega con un suo caro amico.
Carlos ci ha raccontato brevemente la storia delle maschere a Venezia e il loro utilizzo. Ci ha mostrato alcune tipologie di maschera, come la “Bauta”, che veniva utilizzata durante i periodi di peste ed altre epidemie, e la “Moretta”, usata dalle dame di compagnia in occasione di feste o altre manifestazioni. La “Moretta” è anche detta “Muta” poiché, per indossarla, le donne dovevano mordere un piccolo bottoncino all’interno della maschera, sprovvista di lacci o fili per indossarla, il che le costringeva al silenzio.

Ma come si fanno le famose maschere veneziane?
La struttura della maschera viene creata utilizzando una speciale carta proveniente dalla Germania, la cosiddetta “carta dama”. Questa viene posta, insieme a delle colle speciali, in un calco di gesso che le darà la forma desiderata. Se questo è il procedimento per le maschere più comuni, per le maschere adibite all’uso teatrale la tecnica è differente.
In questo caso infatti il metodo, detto “positivo”, è quello di lavorare dall’esterno la maschera appoggiata su uno stampo di legno. Il materiale utilizzato in questo caso è il cuoio, più difficile da maneggiare per un artigiano, ma decisamente più duraturo.

Abbiamo conosciuto anche la moglie di Carlos, Carolina Vicente, che ci ha raccontato i vari tipi di decorazioni con cui può essere arricchita una maschera. È Carolina infatti l’esperta nel decorarle. Stucchi, foglia d’oro, colori acrilici e ancora piume, perle, paiettes. Quello che ci ha colpiti è l’amore che gli occhi di Carolina sprigionavano per l’arte artigiana delle maschere veneziane.
Ci siamo quindi avviati verso casa, felici di aver scoperto un mondo per noi nuovo, ma altrettanto tristi nel sapere che esso sta scomparendo. Vorremmo poter fermare questo destino e invitiamo tutti voi a riflettere: sarebbe come se ad un tratto non si potesse più andare a visitare la Gioconda, sarebbe come perdere un dipinto che ha cambiato la storia.

Per le maschere veneziane vale lo stesso; si perderebbe un’arte, un elemento che ha cambiato la storia e una cosa che ci piace tanto.
E tutto questo lo vedevamo negli occhi di Carlos, che ama all’infinito il suo mestiere. Vogliamo quindi provare a riportare quest’arte sul podio, ringraziare Carlos e il progetto “Giovani Talenti” per averci fatto aprire gli occhi su un qualcosa che ci sembra tanto distante, ma che invece si trova proprio sotto il nostro naso. Concludiamo dicendo che le tradizioni compongono parte della nostra storia, parte del nostro presente e saranno parte del nostro futuro; vogliamo e chiediamo che sia così anche per la magnifica arte delle maschere veneziane.

Il progetto “Giovani Talenti” è promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


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