Digitalizzazione delle opere: come rendere la cultura accessibile a chiunque.

19 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

di Elena Brocca e Francesca Lombardo

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Nel cuore di Venezia, nell’unica piazza della città, dedicata all’omonimo evangelista, cornice dei principali avvenimenti che hanno caratterizzato la storia della Serenissima e non solo, Piazza San Marco è tutt’ora scenario della contemporaneità. Con il tintinnio delle tazzine dei vari caffè storici e il vocio dei turisti intenti ad ammirare tale meraviglia che fanno da colonna sonora, vi è un luogo dove la quiete e il silenzio fungono da padroni.
Accolte da imponenti statue entriamo nella Biblioteca Nazionale Marciana.
Oltre ad essere una meta turistica imperdibile per coloro che hanno interessi artistici e letterari, è un punto di riferimento per molti studiosi e veneziani che qui possono arricchire le loro ricerche.
Attraversando la Sala di Lettura, ci dirigiamo verso la Sala dei Manoscritti in cui, previa autorizzazione, si recano coloro che hanno bisogno di consultare opere specialistiche particolarmente rare e delicate. Per comprendere il valore dei libri custoditi in questa stanza, basti pensare che al suo interno si trovano scritti greci e latini, alcuni risalenti persino all’XI Secolo. Qui, nonostante prevalga il valore storico e l’attrazione verso l’antico, la tecnologia
ha un ruolo importante nella fruizione di questo patrimonio. Compito che spetta a Shylock.
No, non ha preso vita il famoso antagonista de “Il Mercante di Venezia” di Shakespeare, un ebreo adunco, avaro e spietato che alla fine, pur di avere i suoi soldi da Antonio, chiede al suo
debitore la “libbra di carne”; Shylock è il nome dell’azienda che abbiamo visitato. Essa è una piccola impresa che da più di trent’anni opera nelle
biblioteche, un’impresa che ha saputo rinnovarsi e restare al
passo con i tempi.

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Tutto nacque negli anni Ottanta/Novanta in cui la loro principale attività era di catalogazione e costruzione di database elettronici (che, in un tempo successivo, vennero aperti al mondo del web). Verso la fine degli anni Novanta entrò in una “fase digitale” dove si iniziarono a fotografare, digitalmente appunto, manoscritti, carte geografiche, spartiti musicali, ecc. Un business che riflette l’analogico schema dei microfilm: lo studioso commissionava l’esecuzione dei microfilm e coloro che chiedevano una copia in un secondo momento, la pagavano a prezzi più modici.

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Attualmente, la finalità di Shylock e-Solutions ruota principalmente intorno alla digitalizzazione dei materiali antichi (manoscritti, cartografie, cataloghi specialistici,…) e della loro fruizione online.
Su richiesta degli utenti, si eseguono riproduzioni parziali o totali di opere, che vengono fornite prima ad essi e, in una seconda fase, confluiscono nel grande portale di Biblioteca Digitale Italiana (www.internetculturale.it) dove possono essere accessibili da chiunque, senza vincoli né limiti di tempo. In una visione più pratica, con questo servizio un ricercatore residente all’estero ha modo di consultare il libro di suo interesse comodamente dal proprio computer ed infinite volte, senza doversi recare a Venezia. Inoltre, questo sistema contribuisce ad un maggiore mantenimento delle copie cartacee: potendo consultare un manoscritto antico digitalmente, si scongiura il suo deterioramento, abbassando
anche eventuali tempistiche necessarie per il suo restauro.
Nel laboratorio in cui opera Shylock avviene la digitalizzazione dei materiali: il manoscritto commissionato dall’utente, viene posto su una superficie nera con due lampade fotografiche che fungono da illuminazione; è fondamentale che la luce sia neutra e la pagina sia perfettamente piana. La fotografia viene eseguita dall’operatore mediante una reflex sorretta da una struttura e posta
parallelamente al manoscritto da immortalare.
A questo punto entriamo nella fase di post-processing, basata sulla correzione,
omogeneizzazione e standardizzazione dei file e, successivamente, si procede con la catalogazione delle immagini seguendo degli standard dati dalla Biblioteca Digitale Italiana. Questi parametri che vengono integrati si chiamano “metadati” o, più ufficialmente MAG, Metadati Amministrativi Gestionali (che sono i dati di catalogo: titolo, autore, anno di pubblicazione ecc. e dati che descrivono tecnicamente ogni singola immagine: punti, pixel, schema colore ecc. ndr). Per ogni immagine si producono cinque versioni: una master cioè una “copia prima” in estensione tif, una versione a 300dpi adatta per la pubblicazione online, una a bassa definizione, una di dimensioni molto piccole e l’ultima, quella avente la filigrana, elemento molto importante per la gestione e il mantenimento del copyright. Va specificato che la filigrana ha un ruolo fondamentale in quanto è utile per mantenere l’originalità dell’opera e risalire al proprietario in caso di uso improprio, quando si richiede una copia per questioni di studio; in
caso di riproduzioni digitali al fine della pubblicazione, vi sono delle specifiche tasse ministeriali.
Per caricare i manoscritti ormai digitali sull’archivio della Biblioteca Marciana viene creato un pacchetto chiamato SIP (Supply Information Package) contente le immagini, opportunamente rinominate, e i file xml ad essa collegati (in cui si trovano i metadati). Esso, inoltre, andrà a confluire nella Biblioteca Digitale Italiana mediante un processo di harvesting, il cui l’archivio nazionale sopracitato attingerà i file che ancora non possiede dai vari siti delle biblioteche della penisola.

NOTING

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L’attività di Shylock ha preso una specifica direzione nel 2017, quando il MiBac ha indetto nuove misure in materia di riproduzione e circolazione internazionale dei beni culturali, rendendo libere le riproduzioni digitali “con mezzo proprio negli Istituti culturali” che ha consentito agli utenti della Marciana di poter fotografare le pagine dei libri di loro interesse in modo autonomo.
Chiaramente questo decreto ha permesso la fruizione della cultura in modo più libero ed indipendente, scongiurando l’antica idea che essa appartenesse ad un’élite di esperti del settore. Tuttavia, se essa, da un lato, nei tempi più recenti, è diventata democratica ed accessibile a tutti, dall’altro vengono a meno le risorse per il mantenimento di strutture e realtà che da sempre si occupano della sua salvaguardia. Ci spieghiamo meglio: nel caso del luogo da noi visitato, questo nuovo regolamento ha permesso che le immagini fotografate da privati non debbano necessariamente confluire nel circuito Biblioteca Digitale Italiana, permettendo liberamente l’esportazione del patrimonio della Marciana e spesso incombendo in questioni riguardo alla loro riproducibilità.
Concludendo, vi abbiamo descritto il procedimento di digitalizzazione step by step, in ogni suo dettaglio, per far comprendere ai nostri lettori, quanto essa sia un’invenzione che sì, ci possa facilitare la vita, ma dietro le quinte di un libro facilmente consultabile online, si nasconde un lavoro enorme che necessita di un forte bagaglio di conoscenze e competenze.
Abbiamo trovato molto interessante questa stretta convivenza tra il mondo di Shylock e il mondo della Biblioteca Marciana, quasi un estremo rapporto tra la modernità della digitalizzazione e il mondo antico dei manoscritti.
Ma a che categoria potremmo attribuire l’impresa che abbiamo visitato? Il workshop “Giovani talenti: dalla tradizione all’innovazione” ci ha aiutato a comprendere l’importanza della comunicazione digitale per promuovere, attraverso un processo creativo di attualità, sia realtà emergenti sia aziende che hanno sempre partecipato della storia di Venezia. Vi sembrerà una scelta inconsueta, ma abbiamo deciso di includere Shylock nella categoria “artigianato locale” in quanto si sta parlando di un’attività con un profilo storico ben definito, in cui l’intervento manuale e la mente umana fungono da “direttori d’orchestra”; un’attività che si svolge da anni e partecipa di un processo di tradizione.
Eh sì, perché secondo noi all’interno della tradizione vi deve essere l’elemento della “traduzione” e non si parla di un semplice gioco di parole: un procedimento che si ripete per generazioni può sopravvivere e convivere con la contemporaneità solo nel momento in cui riesce ad evolversi e partecipare dell’attualità, pur mantenendo il valore storico che fa di sé una realtà da conservare. Shylock è stato capace di trovare uno stretto collegamento tra l’antico e il moderno, con il principale fine di salvaguardare la cultura ed esportarla in modo contemporaneo e controllato.

Il progetto “Giovani Talenti” è promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


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