Dalla produzione di maschere alla sopravvivenza dell’artigiano

18 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

di Giulia Negrin e Camilla Mason

Il mondo delle maschere appare come una realtà affascinante, colorata, divertente, che incuriosisce spesso turisti e residenti stessi.  Ma, nell’era dell’industrializzazione la vita di questo settore non è semplice come appare.

L’artigianato è sempre stato un dei settori tra i più importanti per lo sviluppo dell’economia in Veneto. A Venezia, in particolar modo, si sviluppano l’arte del vetro, della ceramica, dell’oreficeria e dell’argenteria, del merletto, della pittura e della scultura, e infine, tra le più caratterizzanti della città lagunare, la produzione di maschere artigianali.
Il mondo delle maschere appare come una realtà affascinante, colorata, divertente, che incuriosisce spesso turisti e residenti stessi.  Ma, nell’era dell’industrializzazione la vita di questo settore non è semplice come appare. A tal proposito abbiamo intervistato una delle tre sorelle proprietarie del laboratorio artigianale di maschere Peter Pan, a Venezia.
Nell’intervista abbiamo trattato temi quali l’importanza dell’artigianato nel nostro paese, le preoccupazioni di chi appartiene a questo mondo, l’approccio dei turisti a quest’arte, le curiosità legate alla storia del settore e infine il processo di realizzazione delle maschere.
Le verità che si celano dietro questo impiego possono essere strabilianti, a tratti piacevoli e leggere e, a tratti, dure e difficili da accettare, toccano i temi più ampi e controversi come il ruolo della politica nei confronti dell’artigianato locale, la svolta del mercato dell’ultimo secolo e le conseguenze della globalizzazione.

Intervista alla proprietaria del negozio di maschere Peter Pan, Venezia

La vostra e’ una tradizione che si tramanda in famiglia o e’ stata una tua iniziativa quella di avviare questo tipo di attività ?
L’azienda Peter Pan è nata ormai 25 anni fa quando le tre sorelle Franceschini, appassionate di arte da sempre, dopo aver seguito un percorso di studi artistici hanno deciso di mettere in proprio l’attività artigianale di maschere di cartapesta interamente fatte a mano, come da tradizione veneziana.

Cosa pensa del ruolo delle maschere in Italia? Possiamo dire che queste sono importanti non solo per l’economia economico ma anche per la nostra stessa cultura?
Le maschere, in particolare a Venezia ma in realtà in tutta Italia, caratterizzano uno dei fondamenti della nostra cultura. Oggi vengono viste come oggetto folklorico e di fantasia, ma tempi addietro possedevano un significato ben preciso, nella vita reale, come nella commedia dell’arte, la cui nascita e sviluppo va di pari passo con quello delle maschere.
Un esempio di maschere di uso quotidiano erano la maschera del medico della peste, nella cui protuberanza che costituisce il naso erano inseriti fiori ed erbe, le quali, oltre a contrastare l’odore, si riteneva potessero evitare il contagio della peste. O la bautta del Casanova, il “latin-lover” che doveva nascondere la sua identità alla moglie. O la pittima, la maschera rossa di chi doveva dei soldi. O la riccamente decorata colombina, usata dalle dame durante i balli di gala. Infine le tragicomiche, dalle espressioni marcate, usate specificatamente nel teatro.

Perchè i negozi di maschere sono importanti per Venezia, al di là della tradizione?
La maschera è, per la cultura veneziana, innanzitutto un prodotto di tradizione, sebbene questo possa essere considerato ed utilizzato anche come articolo souvenir. Infatti, assieme a molti altri prodotti come gli oggetti in vetro di murano, risulta essere uno degli acquisti principali dei turisti. Questa nostra cultura delle maschere è inoltre piuttosto conosciuta anche all’estero.

Quali sono le principali preoccupazioni per chi svolge questo mestiere?
Per chi svolge questo mestiere oggi le preoccupazioni purtroppo sono molte. La sopravvivenza dell’artigianato è sempre più minacciata dall’insinuarsi dell’industria anche nella realizzazione di quelle opere che per secoli sono state realizzate a mano secondo la tradizione e neanche l’arte delle maschere è esente da ciò. Le calli di Venezia negli ultimi anni si sono infatti popolate di negozi che vendono maschere prodotte in serie nella grande industria facendo credere ai turisti, attratti dai prezzi più bassi, che queste siano i veri e tradizionali manufatti veneziani. E in tutto ciò, gli artigiani non sono minimamente tutelati dallo stato.
Proprio per questo motivo siamo oggi alla ricerca di qualsiasi progetto o evento che sia in grado di mettere in luce la nostra realtà e attirare l’attenzione dei possibili clienti verso prodotti realmente realizzati a mano secondo la tradizione. All’interno di ciò si colloca ad esempio “Il mercato delle maschere e dei costumi” un vero e proprio mercato che si tiene nel periodo del Carnevale in Campo S. Stefano a Venezia in cui gli artigiani di maschere e di costumi espongono le proprie creazioni interamente fatte a mano senza l’ausilio di nessuna macchina. I quest’epoca infatti, in particolare maniera, necessitiamo sempre più di fare sentire forte la nostra voce.

E’ importante stabilire un rapporto diretto con i clienti?
Si, infatti da un po’ di anni ci facciamo promotori di un progetto che vede, a disposizione di bambini e di adulti, l’attuazione di corsi e laboratori per la realizzazione di maschere, tutto direttamente nel nostro atelier. La prenotazione avviene via telefono o mail e, una volta raggiunto un numero consono di partecipanti, il corso può partire. Allestisco un tavolo, e, per una mattinata, un pomeriggio, o un’intera giornata, metto a disposizione i miei utensili e i miei accessori al pubblico, il quale ha la possibilità di realizzare,con le proprie mani ed il mio aiuto, la sua personale maschera. Per numeri importanti inoltre cerchiamo locations più ampie, in passato per esempio siamo stati ospitati all’hotel Laguna Palace di Mestre, dove abbiamo realizzato, assieme ad un’ottantina di persone provenienti dalla svizzera, diverse maschere dei più svariati generi. Ammetto che ci siamo divertiti davvero molto durante quell’evento, che ha totalizzato non poco successo anche tra i partecipanti!

Chi maggiormente acquista in questi negozi?
La figura di spicco è quella del turista un po’ più “colto” rispetto al compratore medio. Si parla di persone interessate al mondo della cultura italiana e soprattutto del teatro, non a caso, tra i modelli più richiesti vi sono quelli appartenenti alla commedia dell’arte. Parlando di nazionalità si parte dagli stessi italiani, fino a giungere all’oriente, ed ammetto che gli orientali occupano una buona percentuale dei turisti che acquistano maschere. Occasionalmente si parla anche di americani, russi, francesi o spagnoli.

Hai mai ricevuto commissioni?
Le commissioni sono molte, soprattutto durante il periodo del carnevale e spesso per parte di clienti affezionati che ogni anno tornano alla bottega. La maggior parte di questi prende solitamente parte alla sfilata che si tiene durante il periodo carnevalesco nelle calli della città lagunare. Per l’evento, il più delle volte, ci portano la stoffa dei loro vestiti per poter avere delle maschere fatte ad hoc per il proprio costume, pezzi unici che conservano con religiosa cura.
Altre volte invece la commissione riguarda dei veri e propri laboratori realizzati anche in terraferma per gruppi di turisti , come per il caso dell’Hotel Laguna Palace.

E’ cambiato nel tempo il modo di fare maschere?
Le maschere realizzate nel laboratorio “Peter Pan” sono realizzate interamente a mano seguendo il processo che da sempre viene utilizzato nell’arte dei “maschereri” che prevede l’utilizzo di supporti di carta pesta che l’artista decide di decorare secondo la propria fantasia con diversi materiali. L’unico cambiamento avvenuto riguarda i materiali utilizzati che si sono evoluti nel tempo diventando sempre più pratici: alla carta di giornale utilizzata per creare il supporto di carta pesta ad esempio si è sostituita una speciale carta assorbente in grado di dare una maggior resistenza pur essendo più facilmente modellabile.

Come nasce una sua opera? Si rifà a modelli particolari?
I modelli a cui attingo ovviamente sono quelli base, per le decorazioni e la fantasia gioco con la mia personale creatività e immaginazione. In questo momento mi affascinano molto il motivo delle carte da gioco e della musica, una delle mie passioni, per cui aggiungo delle applicazioni di note, uso la carta musica… Possiamo dire che colgo l’ispirazione dell’attimo.

In che cosa è diverso il tuo stile?
Riconosco che i modelli ed anche le fantasie richiamano comunque i dettami della tradizione, sebbene la particolarità che rende il mio lavoro, come quello di tutti gli altri artigiani del settore, “unico”, è che, essendo un prodotto manuale ed originale, ogni maschera non è mai uguale all’altra, ogni maschera ha una sue particolarità, ogni pezzo è un pezzo unico. La realizzazione di una maschera non avviene per mano di macchinari industriali, ma manualmente, e, affinché questa si compia, il tempo varia da una giornata a più di una settimana. Difatti noi qui ci stiamo già preparando al carnevale!

Riserva progetti, in merito alla sua attività, per il futuro?
Il progetto più grande per queste piccole realtà veneziane è quello di riuscire a resistere, mantenendo la tradizione in una realtà in cui l’artigiano e la manifattura è sempre più in difficoltà a causa della grande industrializzazione a cui è stato sottoposto il mercato negli ultimi decenni.
L’arte delle maschere è una grande risorsa per l’artigianato veneziano ed il suo smarrimento sarebbe una grande perdita per la nostra cultura.

Il progetto “Giovani Talenti” è promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


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