L’arte della maschera veneziana

11 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

di Rachele Maggiò e Matteo Arzenton

Grazie al progetto Giovani Talenti noi, Matteo e Rachele, ci siamo trovati ad intervistare il direttore dell’atelier di maschere veneziane più antico di Venezia, Ca’ Macana.
Le maschere artigianali sono un simbolo veneziano che rischia di andare perso; sempre meno utilizzate, la loro lavorazione richiede molto tempo e abilità manuali e artistiche. Se ciò dovesse succedere sarebbe un vero peccato, perché questa è un’arte meravigliosa.
È questa la sensazione che abbiamo provato entrando nella bottega di Ca’ Macana; ci siamo ritrovati immersi in un mondo d’arte incredibile, con maschere dei più svariati tipi, dalla più classica alla più ricercata.

Il Direttore è Carlos Brassesco, un uomo con una storia a tratti surreale che ha cominciato a costruire maschere con materiali di recupero quando frequentava l’accademia di belle arti e che arrivò poi ad aprire la sua prima bottega con un suo caro amico.
Carlos ci ha raccontato brevemente la storia delle maschere a Venezia e il loro utilizzo. Ci ha mostrato alcune tipologie di maschera, come la “Bauta”, che veniva utilizzata durante i periodi di peste ed altre epidemie, e la “Moretta”, usata dalle dame di compagnia in occasione di feste o altre manifestazioni. La “Moretta” è anche detta “Muta” poiché, per indossarla, le donne dovevano mordere un piccolo bottoncino all’interno della maschera, sprovvista di lacci o fili per indossarla, il che le costringeva al silenzio.


Ma come si fanno le famose maschere veneziane?
La struttura della maschera viene creata utilizzando una speciale carta proveniente dalla Germania, la cosiddetta “carta dama”. Questa viene posta, insieme a delle colle speciali, in un calco di gesso che le darà la forma desiderata. Se questo è il procedimento per le maschere più comuni, per le maschere adibite all’uso teatrale la tecnica è differente.
In questo caso infatti il metodo, detto “positivo”, è quello di lavorare dall’esterno la maschera appoggiata su uno stampo di legno. Il materiale utilizzato in questo caso è il cuoio, più difficile da maneggiare per un artigiano, ma decisamente più duraturo.

Abbiamo conosciuto anche la moglie di Carlos, Carolina Vicente, che ci ha raccontato i vari tipi di decorazioni con cui può essere arricchita una maschera. È Carolina infatti l’esperta nel decorarle. Stucchi, foglia d’oro, colori acrilici e ancora piume, perle, paiettes. Quello che ci ha colpiti è l’amore che gli occhi di Carolina sprigionavano per l’arte artigiana delle maschere veneziane.
Ci siamo quindi avviati verso casa, felici di aver scoperto un mondo per noi nuovo, ma altrettanto tristi nel sapere che esso sta scomparendo. Vorremmo poter fermare questo destino e invitiamo tutti voi a riflettere: sarebbe come se ad un tratto non si potesse più andare a visitare la Gioconda, sarebbe come perdere un dipinto che ha cambiato la storia.

Per le maschere veneziane vale lo stesso; si perderebbe un’arte, un elemento che ha cambiato la storia e una cosa che ci piace tanto.
E tutto questo lo vedevamo negli occhi di Carlos, che ama all’infinito il suo mestiere. Vogliamo quindi provare a riportare quest’arte sul podio, ringraziare Carlos e il progetto “Giovani Talenti” per averci fatto aprire gli occhi su un qualcosa che ci sembra tanto distante, ma che invece si trova proprio sotto il nostro naso. Concludiamo dicendo che le tradizioni compongono parte della nostra storia, parte del nostro presente e saranno parte del nostro futuro; vogliamo e chiediamo che sia così anche per la magnifica arte delle maschere veneziane.

Il progetto “Giovani Talenti” è promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


Mai perdere la tradizione delle maschere

7 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

Di Beatrice De Bei e Lucrezia Regazzo

Francesca Cecamore è un’artigiana delle maschere, nata a Venezia e figlia di un maestro di bottega veneziano. All’inizio degli anni ’80, il padre di Francesca affianca all’attività artigianale il ruolo di docente in un liceo artistico di Venezia. Verso i primi anni del 2000, abbandona l’insegnamento e si dedica totalmente alla sua passione. Francesca cresce nel mondo magico delle maschere, fatto di colori, espressioni, creatività e fantasia con cui inizia a giocare e sperimentare, tanto da decidere all’età di 23 anni di continuare la passione trasmessale dal padre.

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“Kartaruga “ è il nome della bottega, che conta numerose e importanti commissioni quali: le maschere per le boutique del Cirque du Soleil, collaborazione che dura da 20 anni; le maschere per i due film “Eyes Wide Shut” (1999) diretto da Stanley Kubrick e “ Casanova”(2005) di Lasse Hallström, dove i produttori sono metaforicamente i “direttori d’orchestra” e il maestro di bottega deve realizzare “la sinfonia” che essi desiderano; le maschere per l’opera lirica di Bravo, che ha partecipato al Festival di Wexford (festival della commedia lirica in Irlanda), opera ambientata nel 1500, per la quale il maestro di bottega, una volta confrontatosi con il regista, costumista e direttore artistico, in qualità di loro braccio destro, interviene con la sua creatività e la sua esperienza tecnica nella realizzazione delle maschere richieste. Inoltre il maestro di bottega, essendo un appassionato dell’horror, ha recentemente realizzato delle maschere molto attuali e molto richieste che si ispirano allo stile “steampunk” (incrocio tra punk e gotico) che vengono indossate durante la festa di Halloween.
Prima del 2010 Francesca e la sua equipe non puntavano alla vendita diretta, ma prediligevano quella all’ingrosso per altri negozi. Il forte desiderio di avere un contatto diretto con i clienti e soddisfare le loro esigenze più nascoste, li spinse però ad aprire la bottega.

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Fin dalle origini del Carnevale Veneziano le maschere avevano un ruolo chiave, quello di permettere di nascondere la vera identità della persona per poterne crearne una completamente nuova che permetteva di giocare i ruoli più disparati.
La qualità espressiva di cui è dotata una maschera è data dal modellato e dalla decorazione, che consentono alla stessa di comunicare un determinato stato d’animo a chi la guarda, quali gioia, tristezza o euforia.
La difficoltà nella realizzazione della maschera risiede soprattutto nella complessità della forma che richiede un lavoro prettamente manuale. Il procedimento per la realizzazione delle maschere, ci spiega Francesca, parte dal modellato di argilla, mansione rigorosamente affidata al maestro di bottega; successivamente sul modellato viene applicata la colata di gesso, da qui si ottiene il calco negativo che è la base per creare la maschera in cartapesta.
La cartapesta è il materiale ideale per la realizzazione delle maschere per la sua resistenza, leggerezza e anche per la facilità di modellazione. È ideale per la realizzazione delle maschere e si tratta di un materiale ottenuto dagli scarti e dal recupero. Essa è composta da carta di quotidiani o stracci macerati in acqua bollente e successivamente triturati; intrisi di collante tre stati alla volta, vengono pressati nei calchi di gesso che hanno la forma della maschera. Non resta poi che lasciare essiccare il tutto per qualche giorno all’interno dello stampo.
A questo punto l’artigiano può procedere con la decorazione della maschera, che viene realizzata attraverso l’uso di tecniche specifiche per l’applicazione di materiali come foglie oro, piume, stoffe e perle che la valorizzano.
La maschera quindi è il frutto di un lavoro di squadra, “team working”, in cui ogni membro collabora con il proprio intervento in maniera precisa ed integrata per il medesimo fine: la realizzazione della maschera.
La Bauta, la maschera preferita dall’artigiana, quella che definisce “l’inizio di tutto”, nella sua semplicità e versatilità è una delle più conosciute ed utilizzate durante i festeggiamenti del Carnevale.

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Francesca ha promosso un’attività di laboratorio aperto allo scopo di far comprendere il valore delle maschere artigianali ai propri clienti. Attraverso l’attività di laboratorio i partecipanti hanno modo di condividere la propria fantasia, creatività e cultura per realizzare una maschera personalizzata, con colori che rispecchiano la loro anima, comprendendo in prima persona la cura, l’attenzione ai particolari, precisione, la pazienza, la fatica e il duro lavoro che il mestiere dell’artigiano di maschere richiede.
Essendo un’imprenditrice-madre, Francesca dimostra di essere una donna piena di energia che riesce a gestire tutti gli impegni e a farlo con amore e dedizione. In ogni maschera ripone un pezzo del proprio cuore, con passione e sensibilità. Venderle per lei è come donare una piccola parte di sé stessa ad ogni cliente, ma non può esimersi dal considerare il lato economico della sua attività.

Oggi come oggi il settore artigianale deve fare i conti con la crisi economica e con il drastico cambiamento del mercato, che ha portato ad una spietata concorrenza tra le attività commerciali; la maschera artigianale ha perso di valore a causa della presenza sempre più considerevole di aziende che producono maschere in serie vendute a prezzi sempre più bassi a discapito della qualità e raffinatezza del prodotto.
Sono sempre meno le botteghe di maschere artigianali e Francesca teme che in futuro possano scomparire totalmente, vanificando così il sacrificio fatto da lei e suo padre per tenere viva la tradizione.
La speranza di Francesca è che attraverso le attività di laboratorio che promuove qualche giovane scopra una passione per quest’attività artigianale e trovi la voglia di mettersi in gioco; la voglia di imbrattarsi le mani con colla e colori, di portare avanti la tradizione con pazienza e determinazione.
Se così fosse anche le future generazioni, passeggiando per le calli veneziane, potranno essere attratte dalla varietà e dai colori delle maschere esposte nelle vetrine dei negozi come è successo a noi oggi; potranno incuriosirsi di come le maschere veneziane abbiano rappresentato e rappresentino uno dei prodotti artigianali di maggior successo della città e di come siano simbolo indiscusso del Made in Italy, della cultura veneziana e delle sue tradizioni.
Un tratto distintivo che Venezia stessa non può permettersi di perdere.

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Il progetto “Giovani Talenti” è promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


Pasquale Ferrari, l’arte dell’organaro tra musica e storia

7 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

di Samuele Besazza e Federico Favaro

Pasquale Ferrari, l’arte dell’organaro tra musica e storia
Era la tipica sera di dicembre, Venezia era ricoperta di nebbia e soffiava un vento gelido. Scendiamo dal vaporetto, proseguiamo nella buia calle degli Albanesi e ci troviamo in un campo illuminato e vivace. Lì aspettiamo l’organaro. 
Avevamo preparato qualche domanda per intervistarlo, ma il suo mestiere era per noi un mondo sconosciuto e misterioso ancora da esplorare. Arriva un uomo, ci sorride, sarà lui? Ci porge la mano per presentarsi, Pasquale Ferrari, organaro. Lo seguiamo fino al suo laboratorio, davanti all’ingresso si inizia già a respirare aria di storia. Ci racconta di come la tipografia di famiglia sia diventata la base in cui realizzare il proprio sogno, dove prima venivano stampati libri e giornali ora vengono creati e restaurati organi.
Entriamo, ora possiamo conoscere Pasquale ed il suo mestiere. 
A differenza di molti artigiani Pasquale e suo fratello non seguono la tradizione familiare, sono appassionati di musica ed in particolare di uno strumento, l’organo. Mentre il secondo segue un percorso portando avanti il suo amore per la musica, Pasquale, dopo gli studi di ingegneria, decide di dedicarsi completamente alla sua passione. Prima, nel tempo libero, visitava le botteghe degli organari e progressivamente entrava in questo nuovo mondo. Presa la decisione di seguire il suo sogno, decide di trasferirsi in Austria dal maestro Radetsky, dove imparerà l’arte dell’organaro. Tornato a Venezia, apre la sua bottega e inizia a lavorare nel restauro e nella creazione di organi.

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Il mestiere dell’organaro rimane un’attività artigianale che riesce a sopravvivere nel tempo, nonostante l’avvento dell’industria e della produzione in serie. Il contesto di Venezia, che nei secoli diventa un fiorente centro di commercio, è l’ambiente ideale per lo sviluppo di laboratori artigianali grazie alla grande quantità e qualità di merci che vi affluivano e che partivano. Negli ultimi decenni però c’è stata un’inversione di tendenza, l’economia della città si è spostata nel settore turistico con il conseguente trasferimento delle attività produttive in terraferma. Il reperimento dei materiali quindi da parte delle botteghe lagunari diventa sempre più difficile, fenomeno che costringe molti artigiani a chiudere o a spostare il proprio laboratorio.

In questo campo servono competenze specialistiche che vanno dalla musica alla matematica; ogni strumento è unico e l’artigiano deve riuscire a comprendere il contesto in cui deve suonare, le sue finalità (vagliate con il parroco ed il musicista della chiesa) e la sua storia (il restauro infatti deve tener conto delle tecniche e dei materiali del periodo in cui l’organo è stato prodotto).

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Ogni Periodo storico, per Pasquale, è caratterizzato da uno strumento musicale l’organo è uno strumento legato al passato, data la pochissima quantità di nuovi organi realizzati a confronto dei molti più numerosi restauri.
La speranza è che, grazie anche alle nuove tecnologie, l’organo riesca a diventare uno strumento del presente, pur mantenendo sempre le sue origini centenarie.
Il lavoro compiuto dall’organaro non si tratta quindi della sola realizzazione di nuovi organi, ma molto spesso del restauro di organi antichi, si tratta quindi di un’attività ad alta specializzazione che richiede conoscenze specifiche e abilità che investono su molti settori.
Ogni strumento rappresenta un caso unico, che deve essere studiato nelle sue caratteristiche tecniche e foniche. Le parti dello strumento, anche se molto danneggiate dai tarli, dall’usura o dalla corrosione, devono essere perfettamente restaurate e rese funzionanti, conservandone l’originalità.
Per poter essere restaurate in modo accurato, le varie parti devono essere smontate. Durante questo processo bisogna mettere molta attenzione nel documentare ogni possibile dettaglio in modo da poter riprodurre le tecniche di lavorazione originali più fedelmente possibili in fase di rimontaggio.
Il ripristino di un organo si divide in due lavori: il restauro ligneo, che consiste nel restaurare tutte le parti in legno dello strumento, e il restauro delle canne, che consiste nella riparazione o sostituzione delle canne.
Il ripristino delle sonorità degli organi antichi spesso impone la ricostruzione di intere parti di canne eliminate o deteriorate in epoche passate. La ricostruzione viene fatta in copia, secondo le metodologie originali.

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Un aspetto determinante per la buona riuscita di un intervento restauratore riguarda il ripristino della sonorità prima dell’operato.
Per i giovani interessati a diventare organari è stata istituita a Crema una scuola dove gli apprendisti possono conoscere il mestiere sia nel campo teorico che in quello pratico. Gli istituti di questo tipo, creati sul modello tedesco, contribuiscono alla sopravvivenza di tradizioni secolari e di lavori fondamentali per la conservazione del nostro patrimonio storico e culturale.
Esistono anche difficoltà per questi artigiani, quali la discontinuità del lavoro a causa della variazione della domanda che rende difficoltoso assumere chi è interessato ad intraprendere questa carriera ed a collaborare, oppure l’eccessiva regolamentazione che impedisce la flessibilità che tale professione richiede.
D’altro canto sono molti i ragazzi che di fronte agli impedimenti ed alle complicazioni si scoraggiano ed abbandonano il percorso. 
E tuttavia esiste chi, come Pasquale, grazie a passione e creatività trova ha il coraggio di seguire i propri sogni, di non fermarsi di fronte alle avversità e di iniziare ogni nuovo giorno con allegria e gioia. La forza di Pasquale deriva dalla consapevolezza che uscendo di casa ogni giorno si recherà a svolgere un lavoro che gli presenta ogni giorno nuove sfide da affrontare con energia ed intelligenza.

L’organaro si configura quindi come un mestiere di nicchia dove l’artigiano è un uomo a tutto tondo che unisce la manualità alle conoscenze storiche, musicali e matematiche, oltre alla necessità di sapersi relazionare con i clienti comprendendo le loro esigenze e i loro desideri. Pasquale Ferrari rappresenta, grazia alla sua personalità vivace, insieme a modestia, onestà, professionalità e passione, la migliore pubblicità per il mestiere dell’organaro.

Il progetto “Giovani Talenti” è promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


Approvato il progetto AICT– Attivamente Inclusi Con il Territorio

6 febbraio 2019 Sumo Senza categoria

Il nuovo progetto AICT 2018 – DGR 985/2018 è stato approvato!
C’è tempo fino al 12 febbraio per inviare la propria candidatura.

Con un insieme integrato di azioni, completamente gratuite per i destinatari, il progetto si propone di favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone disoccupate, attraverso l’offerta di interventi di politica attiva del lavoro (formazione, tirocini, supporto all’inserimento lavorativo), incentivi all’assunzione e interventi di consulenza alle imprese soggette agli obblighi previsti per il collocamento di lavoratori disabili L.68/99.

DESTINATARI
Il progetto è rivolto a 253 persone della Provincia di Venezia, disoccupate beneficiarie e non di prestazioni di sostegno al reddito a qualsiasi titolo, e che siano a rischio di esclusione sociale e povertà in quanto:
• disoccupati da almeno 6 mesi o senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
• svantaggiati ai sensi dell’articolo 4 comma 1 della legge 381/1991 e s.m.i;
• iscritti alle liste del collocamento mirato (L.68/99);
• soggetti appartenenti a famiglie senza reddito e ISEE ≤ 20.000 euro;
• soggetti appartenenti a famiglie monoparentali con figli a carico o monoreddito con figli a carico e ISEE ≤ 20.000 euro.
Sarà data priorità alle persone che:
• hanno superato i 50 anni di età
• hanno una disoccupazione di lunga durata (ovvero maggiore di 12 mesi)
• appartengono a nuclei familiari percettori di REI e con cui il CPI ha definito l’apposito Patto di Servizio Personalizzato

DOMANDA DI AMMISSIONE:
Per partecipare alle selezioni inviare la domanda di partecipazione (domanda-partecipazione_aict2018_2) debitamente firmata e compilata in ogni suo campo via mail all’indirizzo lavoroformazione@cogesdonmilani.it oppure a mezzo fax allo 041-5322415 oppure a mano presso gli Uffici di Co.Ge.S. don Lorenzo Milani in Viale San Marco 172 Mestre dal lun al ven dalle 09.00 alle 17.00 allegando, pena esclusione:
– Curriculum vitae aggiornato con foto e autorizzazione al trattamento dei dati personali
– Copia di un documento di identità in corso di validità (e dell’eventuale permesso di soggiorno) e del codice fiscale
– Copia del codice fiscale
– Dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro rilasciata dal Centro per l’Impiego
– Eventuale documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione attestante lo stato di svantaggio ai sensi dell’articolo 4 comma 1 della legge 381/1991 e s.m.i
– Eventuale documentazione attestante l’iscrizione alle liste del collocamento mirato l. 68/99 e relativa documentazione (verbale di invalidità e relazione conclusiva)
– Eventuale certificazione ISEE ≤ 20.000 euro ed eventuale certificazione ISEE dei nuclei familiari con componenti con disabilità
– Eventuale Patto di Servizio Personalizzato REI sottoscritto con il Centro per l’impiego

INDENNITA’ DI PARTECIPAZIONE:
Per i destinatari che non percepiscono alcun sostegno al reddito, è prevista l’erogazione di:
– una borsa di tirocinio pari a 600,00 € lordi/mese (riconosciuta nel caso in cui il tirocinante sia presente in azienda per almeno il 70% del monte ore totale previsto)
– un’indennità di partecipazione per le attività di formazione, il cui valore orario è pari a 3 €/ ora (o 6 €/ora nel caso in cui il destinatario presenti una attestazione ISEE ≤ 20.000 euro)
L’indennità di partecipazione è da intendersi per ora di effettiva presenza ed è riconoscibile solo nel caso in cui il partecipante sia presente per almeno il 70% delle ore di formazione totali previste.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI GUARDA LA locandina-aict-2018_new COMPLETA DEL PROGETTO

Giovani Talenti: in arrivo i reportage dei partecipanti.

4 febbraio 2019 Sumo Appuntamenti, Blog, Democrazia partecipativa, Giovani, impresa, lavoro, News, Politiche Attive, Pubblicazioni, Scuola, Senza categoria

Il progetto

Qualche mese fa vi abbiamo annunciato l’avvio del progetto “Giovani Talenti: dalla tradizione all’innovazione”, promosso da Sumo SCS insieme a CNA di Venezia, oltre a 30 piccole imprese artigiane, Scuole superiori e delle Università̀ del territorio.
L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili  DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto,  Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile, ed è stata realizzata grazie alla guida del Comune di Venezia, Direzione Sviluppo, Promozione della Città e Tutela delle tradizioni, Settore Cultura.


Il progetto si proponeva propone di offrire ai ragazzi del territorio una serie di occasioni di incontro con la tradizione imprenditoriale e artigiana locale e a raccontarla sperimentandosi in qualità di narratori digitali. L’occasione proposta è quella di uno sviluppo di competenze trasversali utili all’accusabilità di adolescenti e
 studenti, di una promozione l’autoimprenditorialità a sostegno dell’innovazione artigiana del territorio.

Tutto ciò in un contesto che vede il settore artigiano lamentare scarsa attrattiva verso i giovani e difficoltà di ricambio generazionale. Sempre più imprenditori del comparto, al momento del ritiro, sono costretti a cessare la propria attività per mancanza di successori, all’interno e all’esterno della linea familiare.
Contemporaneamente migliaia di giovani lamentano la difficoltà di trovare un lavoro e la poca coerenza dei percorsi di alternanza scuola lavoro. Si tratta di un grave mismatch che scontenta tutti: le imprese perché non trovano canali di reclutamento e formazione adeguati; i giovani esattamente per lo stesso motivo; le famiglie perché si trovano a dover fare da ammortizzatore sociale; le istituzioni locali perché vedono aumentare la spesa in servizi per il lavoro.

Com’è andata?

Dopo aver selezionato i 20 giovani che hanno preso parte al progetto, abbiamo organizzato un corso di formazione in pillole sui temi del giornalismo digitale, sulla conoscenza delle piattaforme che permettono di condividere testi online, sull’utilizzo di alcuni programmi gratuiti di fotoritocco e sull’utilizzo dei social network da un punto di vista professionale/aziendale e non di svago.
Il corso si è svolto all’interno del Centro Civico del Parco Albanese Bissuola all’interno dell’aula internet; l’esperienza è stata un’occasione per animare i luoghi del Centro Civico e del Parco.

Conclusa la parte teorica, i ragazzi hanno formato delle coppie e a ciascuna è stato affidato il compito di visitare e raccontare una delle dieci aziende artigiane coinvolte nel progetto.
Gli artigiani che hanno dato ben volentieri la loro adesione sono stati;
Roberto Patrizio per l’arte dei pavimenti alla veneziana, le maschere Kartaruga di Francesca Ceccamore, Ca’ Macana e Peter Pan, Pasquale Ferrari ultimo organaro di Venezia, Shylock riproduzioni digitali all’interno della Biblioteca Marciana, Spazio Legno, il mastro vetraio Lorenzo Ferro, la bigiotteria in vetro di Cristina Biancardi e il remer Saverio Pastor.
Durante le visite, della durata di circa un’ora, i giovani hanno avuto l’occasione di scoprire cosa si nasconde dietro ad un prodotto artigiano, hanno toccato con mano i materiali da cui si originano le opere dei maestri veneziani, hanno ricevuto spiegazioni in merito alle storiche tecniche e agli strumenti utilizzati durante il lavoro e sono venuti a conoscenza delle storie personali e professionali degli artigiani e delle loro famiglie che da tempo portano avanti il mestiere artigiano.
Oltre all’intervista, sono state scattate numerose foto che accompagneranno gli articoli. I ragazzi hanno dimostrato grande interesse verso il mondo dell’artigianato e si sono detti entusiasti dell’esperienza.

E ora?

In questo momento i ragazzi sono al lavoro con i loro appunti, le prime bozze, gli scatti di prova; stanno curando la redazione dei loro articoli che ci faranno conoscere il mondo dell’artigianato veneziano dal punto di vista dei ragazzi.
Nelle prossime settimane il lavoro dei ragazzi verrà pubblicato nella sezione blog del sito sumonline.it e da qui sarà condiviso sui canali web e social di numerosi enti, istituzioni, aziende che hanno contribuito a rendere possibile la realizzazione di questo progetto.

Stay tuned!

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Al via al progetto MIND THE GAP – Giovani e Occupabilità

17 dicembre 2018 Sumo Appuntamenti, Democrazia partecipativa, Fragilità, Giovani, lavoro, News, Politiche Attive, Scuola, Senza categoria

Al via al progetto Mind The Gap – Ocio al passo!
Giovani e Occupabilità

Il progetto, promosso dal Comune di Venezia e gestito dalle cooperative sociali Coges e SUMO, vuole offrire un supporto a tutti i ​giovani dai 16 ai 22 anni ​​che non studiano e non lavorano o che stanno affrontando un primo fallimento o delle difficoltà nel loro percorso scolastico, universitario e/o lavorativo.

Si mira a tradurre l’eventuale ostacolo già incontrato in una tappa del percorso del giovane, trasformandolo in punto di ripartenza. Una cronicizzazione di questi ragazzi nello smarrimento e nel fallimento, ridurrebbe infatti le possibilità di intervento, trasformando un ostacolo (episodio) in uno status (costanza).
L’intento è quello di rispondere alle difficoltà dei giovani nel sostenere il percorso che conduce all’obiettivo prefissato, aiutandoli a individuare un progetto personale di vita oltre che professionale, e stimolandoli nel diventare protagonisti del proprio percorso e contribuire attivamente alla vita cittadina.

Il progetto prevede l’avvio di un dispositivo di intervento nel quale è assicurata la presenza di un esperto ​Case Manager ​​che ha il compito di accogliere e prendere in carico i bisogni orientativi, formativi, consulenziali ed esperienziali del giovane.
Accedendo a questo dispositivo il giovane può usufruire di un pacchetto di tre colloqui finalizzati all’analisi del bisogno e ad un primo orientamento.

A seguito dei colloqui, a seconda dell’esigenza e del bisogno raccolto, il ragazzo può essere indirizzato verso un’esperienza formativa, un’esperienza di stage o un percorso consulenziale mirato alla ricerca attiva di un lavoro, al bilancio di competenze o alla definizione di un progetto professionale a partire dalla scelta scolastica, universitaria o lavorativa.

E’ possibile accedere gratuitamente al dispositivo di intervento previo appuntamento.
Per informazioni sul progetto: ​​Coges don Lorenzo Milani, Viale San Marco, 172 – Mestre (VE) Mail: giovani@cogesdonmilani.it ​Infoline: 338 88 000 69 – 041
5316403 int. 2
Per iscrizioni e appuntamenti​​: mindthegap.ve@gmail.com ​tel. 3388800069 – 041 5316403 int. 2

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ATTENTI AL LIBRO – Quale biblioteca dei ragazzi?

7 dicembre 2018 Sumo Appuntamenti, Associazioni, Blog, Giovani, Scuola, Senza categoria

“ATTENTI AL LIBRO
Quale biblioteca dei ragazzi?”

Quali sono le caratteristiche che una biblioteca deve avere se vuole rivolgersi ad un pubblico adolescente? Come deve essere realizzata se aspira a diventare un luogo di riferimento e di socializzazione per i giovani del territorio?

Ne discuteremo grazie al contributo di due classi del liceo Stefanini e a numerosi ospiti.

Il Workshop si terrà Venerdì 14 dicembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00 presso l’auditorium del Centro Civico, Parco Bissuola-Albanese, via Gori 8, Venezia-Mestre.

La partecipazione è libera e gratuita; è gradita conferma scrivendo un’email a sumo.lavoro@gmail.com

Il workshop è realizzato nell’ambito del Progetto “Biblioteca 4.0” nell’ambito della DGR n.1292 del 29 agosto 2017.

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La palestra delle competenze

30 ottobre 2018 Sumo corsi, Fragilità, Lab Training, lavoro, News, Politiche Attive, Senza categoria

Art.1 Il progetto

BumoBee (Business models for Benefit enterprises) è un progetto di ricerca-azione sul tema delle imprese
benefit promosso da Fondazione Università Ca’ Foscari Venezia e finanziato dalla Regione del Veneto – STRUMENTI DI INNOVAZIONE SOCIALE – ANNO 2017 con DGR. n. 1267 del 08 agosto 2017 – Codice: 3706-1-1267-2017 – CUP: H75H17000520009- Il presente bando mira a selezionare gli 8 destinatari dell’intervento “Palestra formativa per allenare le competenze trasversali – 2″.

Art.2 L’intervento

Gli 8 destinatari dell’intervento parteciperanno ad un corso di formazione gratuito di 40 ore che si terrà in via Altobello 7L a Mestre in orario pomeridiano a partire da fine Novembre.
L’obiettivo dell’intervento è dare ai destinatari l’occasione per sviluppare strategie utili per un efficace inserimento nel mercato del lavoro e per implementare competenze trasversali adatte ai fabbisogni professionali individuati nel territorio, imparando a pianificare e concretizzare le attività che creano valore non solo per l’individuo ma anche per la realtà lavorativa in cui si lavora e acquisendo la capacità di progettare, programmare e realizzare nel momento stesso in cui si vuole realizzare un’azione determinata.
Attraverso i processi di verifica e valutazione dei risultati di apprendimento, si accerterà che i corsisti abbiano sviluppato competenze previste quali: relazionarsi in modo efficace nei contesti lavorativi con superiori e colleghi e saper gestire i conflitti, comprendere le regole e le norme che caratterizzano il mondo del lavoro con un approccio critico, allineare la propria vision interna con i valori del mercato del lavoro.

Art.3 I Beneficiari

Saranno ammessi all’intervento 8 destinatari disoccupati senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e che si trovino inoltre in almeno una delle seguenti condizioni:

– Essere disoccupato da più di 12 mesi (con Did aggiornata);
– avere tra i 15 e i 24 anni:
– non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non aver ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;

– avere superato i 50 anni di età;
– essere un adulto che vive solo con una o più persone a carico;
– essere occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo- donna che su-
pera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici in Italia se il lavorato-
re interessato appartiene al genere sotto-rappresentato;
– appartenere a una minoranza etnica e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguisti-
ca e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso a un’occupazione stabile;
– essere soggetti svantaggiati ai sensi dell’articolo 4 comma 1 della legge 381/1991;
– essere soggetti a rischio di esclusione sociale e povertà, altri soggetti particolarmente vulnerabili;
– essere soggetti con disabilità (L.68/99);
– essere soggetti appartenenti a famiglie senza reddito, monoparentali o monoreddito con figli a carico.

Art.4 Le modalità di partecipazione
Scaricare la domanda di partecipazione dal sito www.sumonline.it. QUI.
Compilare e consegnare la domanda di partecipazione entro il 28 novembre 2018 accompagnandola a copia di:
– un documento valido del candidato
– codice fiscale del candidato
– la documentazione comprovante i requisiti elencati al punto 3
Consegnare i documenti inviandoli per email a sumo.lavoro@gmail.com o consegnandoli a mano presso Lab Altobello, via Altobello 7L Mestre Venezia.

Art.5 Tempi e selezioni

L’ammissibilità delle domanda verrà valutata in ordine cronologico di arrivo e la selezione avverrà mediante
un colloquio di tipo attitudinale e motivazionale condotto da una commissione interna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AICT 2018 – Attivamente Inclusi Con il Territorio

29 ottobre 2018 Sumo corsi, Democrazia partecipativa, Fragilità, lavoro, News, Politiche Attive, Senza categoria

In via di approvazione il nuovo progetto AICT 2018 – DGR 985/2018 –
(La realizzazione delle attività sarà subordinata all’approvazione del progetto stesso da parte dell’Amministrazione regionale.)

Con un insieme integrato di azioni, completamente gratuite per i destinatari, il progetto si propone di favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone disoccupate, attraverso l’offerta di interventi di politica attiva del lavoro (formazione, tirocini, supporto all’inserimento lavorativo), incentivi all’assunzione e interventi di consulenza alle imprese soggette agli obblighi previsti per il collocamento di lavoratori disabili L.68/99.

Se si possiedono i requisiti è già possibile manifestare il proprio interesse a partecipare.

DESTINATARI
Il progetto è rivolto a 253 persone della Provincia di Venezia, disoccupate beneficiarie e non di prestazioni di sostegno al reddito a qualsiasi titolo, e che siano a rischio di esclusione sociale e povertà in quanto:
• disoccupati da almeno 6 mesi o senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
• svantaggiati ai sensi dell’articolo 4 comma 1 della legge 381/1991 e s.m.i;
• iscritti alle liste del collocamento mirato (L.68/99);
• soggetti appartenenti a famiglie senza reddito e ISEE ≤ 20.000 euro;
• soggetti appartenenti a famiglie monoparentali con figli a carico o monoreddito con figli a carico e ISEE ≤ 20.000 euro.
Sarà data priorità alle persone che:
• hanno superato i 50 anni di età
• hanno una disoccupazione di lunga durata (ovvero maggiore di 12 mesi)
• appartengono a nuclei familiari percettori di REI e con cui il CPI ha definito l’apposito Patto di Servizio Personalizzato

DOMANDA DI AMMISSIONE:
Per partecipare alle selezioni inviare la domanda di partecipazione (SCARICA LA DOMANDA QUI) debitamente firmata e compilata in ogni suo campo via mail all’indirizzo lavoroformazione@cogesdonmilani.it oppure a mezzo fax allo 041-5322415 oppure a mano presso gli Uffici di Co.Ge.S. don Lorenzo Milani in Viale San Marco 172 Mestre dal lun al ven dalle 09.00 alle 17.00 allegando, pena esclusione:
– Curriculum vitae aggiornato con foto e autorizzazione al trattamento dei dati personali
– Copia di un documento di identità in corso di validità (e dell’eventuale permesso di soggiorno) e del codice fiscale
– Copia del codice fiscale
– Dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro rilasciata dal Centro per l’Impiego
– Eventuale documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione attestante lo stato di svantaggio ai sensi dell’articolo 4 comma 1 della legge 381/1991 e s.m.i
– Eventuale documentazione attestante l’iscrizione alle liste del collocamento mirato l. 68/99 e relativa documentazione (verbale di invalidità e relazione conclusiva)
– Eventuale certificazione ISEE ≤ 20.000 euro ed eventuale certificazione ISEE dei nuclei familiari con componenti con disabilità
– Eventuale Patto di Servizio Personalizzato REI sottoscritto con il Centro per l’impiego

INDENNITA’ DI PARTECIPAZIONE:
Per i destinatari che non percepiscono alcun sostegno al reddito, è prevista l’erogazione di:
– una borsa di tirocinio pari a 600,00 € lordi/mese (riconosciuta nel caso in cui il tirocinante sia presente in azienda per almeno il 70% del monte ore totale previsto)
– un’indennità di partecipazione per le attività di formazione, il cui valore orario è pari a 3 €/ ora (o 6 €/ora nel caso in cui il destinatario presenti una attestazione ISEE ≤ 20.000 euro)
L’indennità di partecipazione è da intendersi per ora di effettiva presenza ed è riconoscibile solo nel caso in cui il partecipante sia presente per almeno il 70% delle ore di formazione totali previste.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI GUARDA LA LOCANDINA COMPLETA DEL PROGETTO
locandina-aict-2018

 

Giovani talenti: dalla tradizione all’innovazione

23 ottobre 2018 Sumo Blog, corsi, Giovani, impresa, lavoro, News, Senza categoria

Progetto “Giovani Talenti: dalla tradizione all’innovazione”; l’occasione per 20 ragazzi e ragazze di sperimentarsi nel giornalismo online e per conoscere le aziende artigiane del territorio.

Ai partecipanti sarà proposto:

  • un corso di formazione di 6 ore su tecniche e strumenti di storytelling e narrazione online;
  • 4 workshop in presenza di artigiani del territorio;
  • visite in aziende durante le quali i ragazzi potranno scattare foto, raccogliere impressioni e intervistare gli artigiani;
  • un laboratorio di giornalismo online per arrivare alla pubblicazione di un articolo che racconta l’azienda artigiana visitata.

Ai partecipanti verrà riconosciuto un bonus cultura costituito da 150 euro da spendere in librerie, musei, cinema, teatri e altri servizi culturali.

Parte così il progetto “Giovani talenti: dalla tradizione all’innovazione” realizzato nell’ambito dei Piani di intervento in materia di politiche giovanili  DGR 1392 del 29/08/2017 promossi dalla Regione Veneto,  Direzione Servizi Sociali – Unità famiglia, minori, giovani e servizio civile.

Il progetto si propone di offrire ai ragazzi del territorio una serie di occasioni di incontro con la tradizione imprenditoriale locale per stimolarli a sviluppare la propria attività imprenditoriale e lavorativa all’insegna dell’innovazione fondata su una solida conoscenza della tradizione.
La proposta è realizzata da Sumo SCS in collaborazione con iCNA di Venezia, diverse piccole imprese artigiane, Scuole e Università del territorio e il Comune di Venezia.

 

Per maggiori informazioni sumo.lavoro@gmail.com

sumo_artigiani_locandina

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